Come abbiamo visto nel nostro precedente articolo, il patrimonio degli enti ecclesiastici ha un potenziale energetico e sociale immenso. Siete pronti a trasformarlo in bene comune?
Abbiamo quindi elaborato per voi una roadmap operativa per avviare lo studio di fattibilità che non è solo tecnico, ma economico-sociale: simula quanto risparmierà l’Ente e quanta energia potrà “donare” o “vendere a prezzo agevolato” alle famiglie della parrocchia o ad altre realtà del Terzo Settore.
1. Analisi Energetica e censimento delle superfici
Il primo passo è puramente tecnico: capire “quanto” e “dove” si può produrre energia.
- Check-up dei consumi: analisi delle bollette dell’ultimo anno per mappare i profili di consumo dell’Ente.
- Verifica delle superfici: sopralluogo tecnico su tetti (lastrici solari), terreni o pertinenze per valutare l’esposizione solare e la tenuta strutturale.
- Identificazione della Cabina Primaria: verificare a quale porzione di rete elettrica (area sottesa alla Cabina Primaria) appartiene l’Ente; questo definisce il perimetro geografico entro cui possono aderire gli altri membri della CER.
2. Verifica della “Doppia Natura” giuridica
Prima di firmare qualsivoglia atto, l’Ente deve assicurarsi che l’operazione sia coerente con il proprio ordinamento:
- Conformità Canonica: verificare se l’operazione configuri un atto di amministrazione straordinaria. In tal caso, sarà necessaria l’autorizzazione dell’Ordinario Diocesano o della Santa Sede (secondo le soglie di valore).
- Statuto dell’Ente: controllare che l’attività della CER sia compatibile con le finalità di religione e di culto espresse nello statuto.
3. Definizione del modello di Governance
La CER è un soggetto giuridico autonomo. Bisogna scegliere la “veste” più adatta:
- Scelta della forma: solitamente si opta per un’Associazione non riconosciuta (più snella) o una Cooperativa (se la gestione è complessa).
- Redazione dello Statuto: deve prevedere clausole che permettano all’Ente Ecclesiastico di mantenere il controllo strategico o il potere di veto su decisioni fondamentali, pur garantendo la democraticità richiesta dalla norma.
4. Gestione del diritto di superficie
Se l’impianto viene costruito da terzi o dalla CER stessa sopra un edificio dell’Ente, andrà redatto un atto notarile per la costituzione del diritto di superficie (solitamente per 20 anni), definendo chiaramente chi sostiene i costi di manutenzione del tetto e dell’impianto.
5. Registrazione e accreditamento GSE
Una volta costituita la CER e installati gli impianti sarà necessaria la registrazione sul portale del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) per ottenere la qualifica di CER e iniziare a percepire gli incentivi sulla condivisione dell’energia.
6. Conclusioni
Per permettere ai consulenti di Fiat Lux Legal di fornirvi un primo riscontro tecnico e legale mirato, ecco una check-list dei documenti e delle informazioni che potete allegare alla vostra richiesta di contatto:
- Dati catastali e posizione: fornire l’indirizzo esatto dell’immobile per una valutazione preliminare dell’esposizione solare e dei vincoli paesaggistici.
- Bolletta elettrica recente: una copia completa di un’ultima fattura per identificare il codice POD (Point of Delivery) e verificare la tipologia di contatore installato.
- Censimento delle superfici: indicazione approssimativa della metratura disponibile su tetti, lastrici solari o terreni di pertinenza.
- Inquadramento giuridico: specificare se l’Ente è un Ente Ecclesiastico Civilmente Riconosciuto (EECR) o se ha già assunto la qualifica di Ente del Terzo Settore (ETS).
- Obiettivi della CER: breve descrizione di chi si vorrebbe coinvolgere nel progetto (es. parrocchie limitrofe, famiglie della comunità, piccole imprese locali).
Siamo a vostra completa disposizione per trasformare il vostro patrimonio in una risorsa attiva e solidale. Non esitate a scriveteci a info@fiatlux.legal: vi aiuteremo costruire il futuro energetico della vostra comunità!
Con i nostri migliori saluti,
Avv. Federica Loreti
Fiat Lux Legal