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Cari Fratelli e Sorelle,
sappiamo che inquinare e togliere risorse alle generazioni future è un peccato: nella sua Lettera Enciclica “Laudato sì” sulla Cura della Cosa Comune, il Santo Padre è stato molto chiaro sul punto.
Dalla citata Enciclica leggiamo: “L’ambiente è un bene collettivo, patrimonio di tutta l’umanità e responsabilità di tutti. Chi ne possiede una parte è solo per amministrarla a beneficio di tutti. Se non lo facciamo, ci carichiamo sulla coscienza il peso di negare l’esistenza degli altri. Per questo i Vescovi della Nuova Zelanda si sono chiesti che cosa significa il comandamento “non uccidere” quando «un venti per cento della popolazione mondiale consuma risorse in misura tale da rubare alle nazioni povere e alle future generazioni ciò di cui hanno bisogno per sopravvivere». (Per leggere il testo completo:
Durante questi mesi difficili segnati dalla pandemia e dai lockdown globali, abbiamo purtroppo visto che l’economia, in tutto il mondo, ha subito un duro colpo: molte persone hanno perso il lavoro e così molte famiglie si sono trovate in serie difficoltà. Eppure, la storia ci insegna che dalle crisi passate sono sempre nate nuove idee e nuove opportunità.
Ed ecco quindi arrivare una luce a rischiarare il fosco panorama: illustri analisti e note società di investimento hanno evidenziato come il post pandemia può davvero rappresentare un momento di slancio per la sostenibilità nel panorama globale, poichè è ormai diventato urgente e improcrastinabile contrastare il cambiamento climatico: se il problema non venisse affrontato ora, dopo sarebbe troppo tardi, ed il nostro amato pianeta verrebbe definitivamente ed irrimediabilmente stravolto.
A ben vedere, possiamo quindi affermare che è stata proprio la minaccia globale generata dal Covid-19 a spingere a riconsiderare le priorità, accrescendo l’importanza di temi quali la giustizia sociale e la conservazione del creato.
Sotto questo punto di vista, la pandemia va vista dunque non come un freno al progresso in termini di investimenti sostenibili (i cosiddetti E-S-G: Evironmental-Social-Governance), ma come un rallentamento temporaneo, dopo il quale gli sforzi collettivi riprenderanno e accelereranno, a supporto di una ricostruzione più verde, più resiliente e con pratiche più inclusive.
Sono molti i dati che già segnalano questo spostamento di attenzione. Ad esempio, i fondi globali ESG hanno visto afflussi pari a 4,9 miliardi di dollari nella prima settimana di luglio 2020, il maggiore livello mai raggiunto negli ultimi due anni su base settimanale, rendendo la quota di afflussi da inizio anno pari a 68 miliardi di dollari.
A livello politico, governi e istituzioni in tutto il mondo stanno rispondendo alla pandemia attraverso l’adozione di misure di stimolo all’economia addirittura più estese di quelle adottate per far fronte alla Grande Depressione del 1929 e dato che le enormi misure di supporto modelleranno le economie e le società nei prossimi decenni, è fondamentale che tali misure combinino le necessità economiche di breve termine con obiettivi sostenibili di lungo termine.
Il dato certo è dunque che la sostenibilità è ormai un tema primario e improcrastinabile: è quindi su questo aspetto che vogliamo soffermarci, per capire dagli esperti di investimenti sostenibili quale tra i criteri ad oggi utilizzati, ossia i citati E-S-G (Evironmental-Social-Governance), avrà maggior rilievo nel prossimo futuro.
Certamente il focus principale sarà sulla “E” di Environment, ossia l’ambiente, e sul cambiamento climatico nello specifico. Non è difficile capire il perché: l’impatto fisico del cambiamento climatico è diventato sempre più visibile e il mondo politico sta finalmente dimostrando la volontà di intraprendere un netto percorso in direzione di una regolamentazione più stringente per calmierare gli effetti del cambiamento climatico in corso.
Gli esperti spiegano che assisteremo ad un aumento delle emissioni di obbligazioni verdi governative nel corso dell’anno e che già si vedono significative opportunità negli investimenti responsabili nel settore sanitario e nella transizione energetica dai combustibili fossili alle energie rinnovabili. Nel lungo termine, le obbligazioni verdi sicuramente continueranno a guidare la costruzione di una ripresa economica sostenibile e a sostenere la transizione verso un mondo a emissioni zero e resistente ai cambiamenti climatici.
A livello di opinione pubblica, poi, la plastica e il suo impatto sulla biodiversità è diventato un tema focale. Anche i disordini sociali e il crescente populismo nato dalle preoccupazioni nell’ambito dei diritti umani hanno avuto impatto sulle scelte degli investitori, aumentando l’attenzione sulla componente “S” ossia sociale, dei criteri ESG, offrendo una maggiore attenzione alle implicazioni sociali ad ampio raggio della pandemia. Questo cambiamento si riflette nell’aumento delle emissioni di social bond – obbligazioni che raccolgono fondi per progetti sociali.
In una prospettiva futura a lungo termine, poi, probabilmente il focus passerà ad essere più bilanciato, a dimostrazione dell’interconnessione tra persone, pianeta e prosperità.
Tutto ciò è perfettamente in linea con quanto auspicato dal Santo Padre nella citata Lettera Enciclica, laddove viene proposto di soffermarsi a riflettere “sui diversi elementi di una ecologia integrale, che comprenda chiaramente le dimensioni umane e sociali”.
L’auspicio del Papa è che l’ecologia integrale (ambientale, economica e sociale) divenga un nuovo paradigma di giustizia, perché l’uomo è connesso alla natura ed essa non è “una mera cornice” della nostra vita. “Non ci sono due crisi separate, una ambientale ed un’altra sociale -scrive il Papa- bensì una sola e complessa crisi socio-ambientale”. Di qui, il richiamo alla “amicizia civica” ed alla solidarietà, la cui lesione “provoca danni ambientali”. L’ecologia integrale dunque “è inseparabile dalla nozione di bene comune” e ciò implica il compiere scelte solidali sulla base di “una opzione preferenziale per i più poveri”.
In definitiva, una cosa è certa: la crisi generata dalla pandemia ha definitivamente dimostrato che i modelli di economia sostenibile sono a prova di futuro perché più stabili e meglio preparati ad affrontare il cambiamento.
Come più volte ribadito, tutte le nostre attività di consulenza e assistenza legale, fiscale e patrimoniale sono improntate ai principi dell’etica e della sostenibilità: perciò se avete interesse per queste tematiche e volete saperne di più, oppure se volete essere sicuri che la gestione delle Vostre attività e dei Vostri patrimoni sia improntata a tali criteri, contattateci al nostro indirizzo email: info@fiatlux.legal.
Saremo lieti di metterci a Vostra disposizione per darVi tutte le informazioni in tema di tutela dei diritti umani e di finanza etica e, se lo desiderate, il nostro team potrà realizzare per Voi, a titolo gratuito, una prima valutazione patrimoniale di ordine generale.
Avv. Federica Loreti
Fiat Lux Legal
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