[vc_row dahz_id=”1563312261603-9d3d8fef-ff41″][vc_column][vc_column_text]Il patrimonio della vostra congregazione è gestito in maniera etica e sostenibile?
Scoprite qui quali sono le linee guida internazionali (esg) per una gestione etica e responsabile del vostro patrimonio
Ogni Congregazione è dotata di un patrimonio dedicato al proprio sostentamento e alle proprie finalità specifiche. In generale, il patrimonio può essere costituito sia da beni immobili che beni mobili, spesso costituiti da strumenti finanziari.
In questo caso, la domanda più importante che una Congregazione deve certamente porsi è: sto gestendo il mio patrimonio in maniera etica? Il mio approccio alla gestione è davvero sostenibile e responsabile?
DEFINIZIONE DI INVESTIMENTO SOSTENIBILE E RESPONSABILE
Per poter rispondere a queste domande dobbiamo partire dalla definizione stessa di investimento sostenibile e responsabile.
Negli anni sono state elaborate diverse definizioni:
– per prima citiamo quella fornita nel rapporto del Forum Europeo per gli Investimenti Sostenibili e Responsabili (European Sustainable Investment Forum, EUROSIF: http://www.eurosif.org/);
– altra più sintetica, è stata elaborata dal Forum italiano per la finanza sostenibile (http://finanzasostenibile.it/), membro di EUROSIF, in base alla quale un investimento sostenibile e responsabile è “Una strategia di investimento orientata al medio-lungo periodo che, nella valutazione di imprese e istituzioni, integra l’analisi finanziaria con quella ambientale, sociale e di buon governo, al fine di creare valore per l’investitore e per la società nel suo complesso”;
– ad un maggior dettaglio sono poi pervenuti gli Un Pri (principi per gli investimenti responsabili dell’Onu), elaborati nel 2005 (https://www.unpri.org/pri/what-are-the-principles-for-responsible-investment).
COSA SONO I PRINCIPI ESG
Chiarito il concetto che sta alla base di investimento sostenibile, è bene ora esaminare i citati fattori adottati a livello internazionale e conosciuti come ESG, acronimo di Environmental, Social and Governance (Ambiente, Società e Governance), elementi che potremmo anche definire come le tre facce dell’etica: basicamente sono infatti questi gli elementi da analizzare per valutare se un investimento sia davvero sostenibile e responsabile.
Vediamo in sintesi i tre fattori ESG:
- primo elemento Esg: l’ambiente, che comprende la valutazione di rischi quali i cambiamenti climatici, le emissioni di CO2 (biossido di carbonio), l’inquinamento dell’aria e dell’acqua, gli sprechi di risorse e la deforestazione, la dipendenza da combustibili fossili;
- secondo elemento Esg: il sociale, che tiene conto del rispetto dei diritti umani, degli standard lavorativi e dei rapporti con la società civile e con le comunità locali. Un investimento è dunque responsabile se tiene conto delle condizioni in cui lavorano i dipendenti dell’impresa, ponendo l’attenzione alla sicurezza sul luogo di lavoro e alla salute, alla tutela delle diversità ed ai corretti rapporti interpersonali tra i dipendenti evitando i conflitti;
- terzo elemento Esg: la governance, che attiene alle pratiche di governo societarie, ossia le politiche di retribuzione dei manager, la composizione del consiglio di amministrazione, le procedure di controllo, i comportamenti dei vertici e dell’azienda in termini di rispetto delle leggi e della deontologia.
COSA VUOL DIRE FONDARE I PROPRI INVESTIMENTI SUI PRINCIPI ESG?
Fondare le proprie decisioni di investimento sui principi ESG si può tradurre, concretamente, nell’esclusione di investimenti in settori che vanno contro la nostra coscienza e la nostra etica, come ad esempio:
– il commercio di armi;
– il commercio di pietre preziose per la cui estrazione viene sfruttata la popolazione locale;
– il lavoro minorile;
– il gioco d’azzardo;
– i commerci illegali di ogni tipo come quelli di pelli, zanne e altre parti di animali in via di estinzione;
– tutte quelle pratiche e quei commerci che comunque presuppongono pratiche illegali, cruente o immorali a danno di ambiente, persone e animali.
Ma c’è anche dell’altro. Significa anche concretamente evitare di rendersi complici, più o meno direttamente, di gravi ed irreversibili danni all’ambiente e al territorio, di violazioni dei diritti dei lavoratori nonché dei diritti dei minori. Significa anche capire che, nel momento in cui si decide di effettuare un investimento, non ci si può limitare a valutare unicamente la performance finanziaria. Quello su cui bisogna riflettere, quindi, è capire se quella performance finanziaria è stata ottenuta con mezzi illeciti, illegali o comunque violando l’etica: ad esempio calpestando i diritti umani, nuocendo all’ambiente o eludendo le tasse. Dunque, non preoccuparci di verificare se la politica delle imprese in cui investiamo si fondi o meno sui principi ESG, potrà macchiare indelebilmente le nostre coscienze, rendendoci -più o meno direttamente- corresponsabili delle pratiche immorali messe in atto da dette imprese.
Se volete saperne di più, potete contattarci al nostro indirizzo: info@fiatlux.legal e Vi metteremo in contatto con i nostri esperti di finanza etica per una valutazione dettagliata e accurata del Vostro caso specifico.
Avv. Federica Loreti[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]